Test Triumph Street Triple 765 RS: l’inglese che vorrei

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Ricordi di oggi

Non so voi ma da ragazzino e da motociclista ventenne poi, ho passato ore e ore nel mio garage, osservando i più piccoli dettagli del mio motorino e poi della mia moto. Certo, le ore passate a servire gelati dopo la scuola per comprarle, un lavoro come altri che tanti motociclisti hanno fatto, conferivano un valore particolare a quelle moto, ma non era solo una questione di soldi messi faticosamente da parte, no. Le curve dei carter, l’alettatura dei cilindri, le bocche dei carburatori e degli scarichi mi affascinavano e il pensiero andava alla meccanica nascosta dentro, che dava vita propria alla meraviglia a due ruote che guidavo, appena potevo.Mi sono ritrovato a fare lo stesso con la Street Triple 765 RS dopo averla ritirata per questo test. In realtà osservare da vicino ogni moto che provo fa parte ormai del mio lavoro di tester, ma questa volta quella magia di anti anni fa è tornata a farsi sentire. Accidenti, il tre cilindri con i sinuosi collettori che si snodano sotto al motore, il telaio che è un intreccio di tubi uniti da saldature in punti “impossibili”, i cerchi adornati da dischi freno che sembrano rifiniti a cesello, la perfezione delle superfici degli steli della forcella, per finire con le parti di carrozzeria che sembrano semplicemente verniciate di grigio e invece nascondono migliaia di particelle, cangianti quando colpite dai raggi del sole. Come si può essere indifferenti davanti alla Meccanica così intimamente unita alla pura Creatività? Una moto è piccola e così ogni suo componente deve unire Forma e Funzione: i collettori di scarico sotto al cofano di un auto, e chi li vedrà mai? Su questa Triumph invece, sono lì, in bella vista e mica possono essere brutti, no?

Insomma, la Street Triple 765 RS ha gioco facile nell’incantarmi già sotto le luci del garage, perché è la versione della media naked Triumph dotata delle sospensioni, dell’impianto frenante, dell’elettronica di controllo più sofisticate della serie Street e monta anche il 3 cilindri nella configurazione più potente, 123 CV a 11.400 giri, mica bruscolini. Se è vero che quasi 800 cc erano considerati “roba da maximoto” fino a poco tempo fa, è anche vero che i motoristi del Marchio inglese hanno raggiunto questo valore di potenza massima rispettando la normativa Euro4 sulle emissioni, talmente restrittiva che un paio di anni fa sembrava impossibile rispettarla costruendo moto che… si muovessero senza pedali!

NSP, Non Solo Potenza

Invece la RS “pedala” eccome e se ne sono accorti anche i Tecnici Federali del Motomondiale, che hanno scelto il suo tre cilindri come base motoristica per le MOTO2 del 2019! A me è bastata la versione stradale per stressare al massimo sospensioni, telaio, freni e… me stesso, non perché mi sia affaticato particolarmente guidando allegramente tra le curve della campagna bresciana, no. Il punto è che come tanti miei colleghi ho una connessione lenta tra il “Lobo della Saggezza” del cervello e il mio polso destro. Insomma, portando questa splendida naked su strada, meglio avere la “banda larga” tra cervello e comando del gas per non avere “bende strette” in breve tempo… Per scatenare la dolce furia del motore c’è la pista, e quella di Franciacorta è a due km da dove mi trovo a guidare la Street, ma vi assicuro che il tiro, la spinta poderosa ai medi regimi e metà gas è più che sufficiente per tornare a casa senza più una goccia di adrenalina, il tutto in piena sicurezza grazie al “pacchetto” composto da un telaio che rende la precisione di guida una realtà concreta: mi spiego meglio. “Scorrendo” tra le serie di curve riesco a mantenere la ruota anteriore su una linea larga quanto le righe bianche che dividono le carreggiate della strada. La ruota anteriore è un micidiale rasoio che intaglia la linea migliore che congiunge una svolta all’altra. Ma se un tombino appare dove avrei voluto passare, basta una pressione minima sul manubrio e sulle pedane perché la moto si sposti esattamente di quel tanto che voglio, per evitare la scivolosa ghisa e mantenere le Pirelli Diablo Corsa III sul nastro d’asfalto. Precisa. Agile. Ma qualcosa di negativo deve pur avere per farmi scrivere un pezzo che non sembri la pubblicità di questo modello.Freno violentemente, esagerando e col pensiero “Bravo Kapakkio, ora ti butti in terra”, spingo sul manubrio destro e sarà la forcella così ben tarata che solo adesso mi ricordo di parlarne, saranno i freni la cui potenza è modulabile con precisione, sarà il solito San Pirelli protettore di motociclisti sconsiderati, ma la Street Triple si inserisce comunque in curva senza una smorfia, quasi come se non trasportasse un tester tutto sudato sotto al casco.

Non sono inserite pubblicità in questo testo

Che posso farci se è una moto così ben fatta? Posso dire che se pensate di fare del turismo con questa moto, beh, non avete letto la scheda tecnica e nemmeno questo articolo. I freni sono potenti, e modulabili, ma sto parlando della modulabilità di quando le pinze stanno già divorando i dischi da un pezzo, perché come si dice “l’Attacco” cioè l’inizio dell’azione frenante è violento e gestibile da chi sa come si fa, non da chi appoggia il ditino sulla leva, trovandosi la strumentazione in bocca subito dopo, sotto la spinta di freni, per capirci. Le sospensioni sembrano, no, sono, rigide, ma diventano scorrevoli quando sollecitate dal peso della moto che spinge forte sulle Pirelli durante le pieghe nelle curve veloci. La fidanzata si lamenterebbe tantissimo di questo aspetto, ma tanto lnon sarà con voi mentre smanettate in collina con gli amici. Perché? Basta guardare la porzione di… “sella” riservata all’adorata passeggera per capire che lì i suoi delicati quarti posteriori non li appoggerà mai.Non è sufficiente la possibilità di selezionare differenti modalità di funzionamento del motore e di erogazione della potenza, selezionabili facilmente dal pilota e visualizzate sullo splendido cruscotto con display a matrice attiva TFT, no. Queste opzioni sono pensate per offrire al pilota la miglior configurazione della moto, se a piena potenza, per la guida su asfalto bagnato o per quella rilassata. Ma basta rivolgere lo sguardo al catalogo Triumph e scegliere una versione meno estrema della Street Triple che, tra l’altro, vi consentirà di risparmiare non pochi euro per l’acquisto rispetto agli 11.800 euro della RS.

Date un occhio a https://www.triumphmotorcycles.it per scoprire la Street che fa per voi.

Riccardo Capacchione
“MOTOKAPAKKIO”

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