Jeep WRANGLER Sahara, conosciamola su strada

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Sono passati quasi 80 anni da quando nacque la Willys e diede inizio alla storia dei fuoristrada, oggi proviamo la degna erede di quell’auto che segnò una vera e propria rivoluzione.Nel nostro test drive tra le strade del Lago di Garda e le cave di marmo di Serle, abbiamo provato due esemplari il primo è la Sahara Unlimited con motore a benzina da 2 litri e 272 cv, nella seconda abbiamo messo a dura prova la 2,2 turbodiesel da 200 cv.

La linea rievocativa punta a mantenere invariata la natura di questa vettura a partire dei numerosi dettagli che mai come oggi richiamano la versione bellica.

Di Wrangler esistono numerosi allestimenti e due passi, quella che testiamo è la lunga da 409 cm e l’altezza di 190 cm, con un passo che agevola l’abitabilità.Nella Wrangler, nulla è stato lasciato al caso a partire dalle cerniere delle porte esterne, per asportare con facilità le portiere ed aprire totalmente l’abitacolo.

In questo caso serve aver un garage dove riporre i pezzi, ma se preferite esiste anche con tetto in tela richiudibile elettricamente, ma per porte e componenti vari, come ad esempio i tergicristallo, anche questi asportabili per abbattere il parabrezza, serve un posto sicuro.

Tanta qualità e materiali degli di una grossa Suv premium, a partire dai vari pellami del nostro modello Unlimited, e le plastiche morbide che sostituiscono quelle rigide del modello precedente. A queste si aggiungono alcune chicche, come le cuciture a vista in plancia e i nuovi dispositivi di infotainment con schermo capacitivo da 8,4 pollici, completo delle connessioni con Apple CarPlay e navigatore Tom Tom Live, si tratta infatti dell’ultima evoluzione del U-Connect, a questo si abbina il nuovo quadro strumenti analogico e digitale, ove vengono riportati i dati anche degli ADAS, finalmente in dotazione alla grande Jeep off road.La comodità è quasi inaspettata per 5 adulti e per chi siede dietro troviamo addirittura bocchette aria e prese usb, oltre a numerosi dettagli votati al confort.

Bagagliaio rifinito con cura e capiente, che parte da 533 litri fino a 1300 abbattendo gli schienali suddivisi in due livelli.

Ma è nella sostanza che Wrangler quarta generazione si distingue, a partire dal peso contenuto grazie alle nuove leghe di magnesio e acciaio ad alta resistenza che ha permesso di sottrarre alla massa ben 100 kg, a tutto vantaggio dell’agilità nell’off road, ma senza rinunciare al telaio a longheroni.

Due tipi di differenziale, slittamento limitato per la nostra 2 litri a benzina che consente di utilizzare la trazione integrale permanente con ripartizione automatica, nel secondo caso abbiamo potuto contare sul bloccaggio elettronico del differenziale, chiaramente abbinato alla barra antirollio che rende tutto molto facile.

Il 2.0 litri spinge con decisione grazie alla coppia di 400 Nm disponibili a 2250 giri, ma soprattutto i 272 cv sviluppati da 4 cilindri sovralimentato a benzina. Velocità di punta di 177 km/h e 0 a 100 in 8,5 secondi. La media dei consumi parla di 9 litri per 100 Km.

Parlando del 2.2 turbodiesel con turbina dedicata, dispone di 200 cavalli, ma è la coppia che sorprende, 450 Nm a 2000 giri, inoltre su entrambe i modelli possiamo contare sul cambio automatico ZF a 8 rapporti, fluido ma non fulmineo, ma in compenso non possono mancare le ridotte. Prestazioni? Non male. 185 km/h e 10 secondi per lo 0 a 100.

La dinamica di guida è impreziosita da uno sterzo, un poco meno diretto ma che ben si abbina al baricentro della vettura. Il rollio si avverte, ma non è mai invadente, nonostante le generose coperture con tacchetti.

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