Alfa Romeo Stelvio, il test drive della 2.2 da 210cv

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Dotata di una linea aggressiva derivata dalla Giulia, l’Alfa Romeo Stelvio propone misure generose, ma l’armoniosità delle curve non fa percepire che parliamo di una vettura con una lunghezza di 469cm. Chiaramente la larghezza contribuisce a renderla dinamica e ben ancorata al terreno. L’altezza è di 167cm, mentre il passo di 282cm fa presagire la buona abitabilità. La parte anteriore, che a differenza di altre Suv è priva di scivoli, è dominata dal grande triangolo Alfa Romeo ed i fanali a cuspide rivolti verso il centro.I proiettori, dotati di luci diurne a led, hanno come fari principali lampade bi-xenon; questo è un primo punto che la rende inferiore alla concorrenza in quanto non sono disponibili i full led, che con molta probabilità arriveranno nelle prima fase di restyling.
La fenestratura alta e priva della terza luce si chiude con un montante C pronunciato ed un lunotto molto inclinato.
La fiancata è massiccia ed alleggerita da una profonda nervatura che corre lungo tutto il lato.
L’assetto, che non è particolarmente alto, è sottolineato da grandi passaruota e, nel nostro caso, splendidi cerchi da 20 pollici, che mostrano fieri le pinze gialle, dell’efficace impianto frenante.
Nella zona posteriore troviamo la grande apertura del baule che si estende anche nello scudo. I gruppi ottici, dotati di tecnologia a led e fibra ottica, hanno un disegno che richiama nello stile i proiettori anteriori. Davvero grintoso, infine, lo scivolo ed i due enormi scarichi circolari. Anche qui troviamo elementi che donano dinamicità al progetto come lo spoiler che si estende prima del lunotto ed il grande alettone posteriore.
Il vano di carico accessibile attraverso il comando elettro-attuato, ma privo di hand-free, permette di accedere ad un volume estremamente regolare con il piano a livello ed una capacità che parte da 525 litri e che aumenta sensibilmente abbattendo gli schienali del sedile suddiviso su tre livelli.
Le finiture sono buone, con un rivestimento totale in moquette ed un doppio fondo attrezzato.L’abitabilità posteriore è abbondante sia per le gambe che per la testa; anche chi siede centralmente può contare su uno spazio più che sufficiente per le gambe, grazie al tunnel basso. Chi viaggia dietro può usufruire di comode ed efficaci bocchette d’aria, due prese USB per caricare i propri device, tasche a rete, bracciolo attrezzato e finiture ricercate.
Anche i pannelli porta, dotati di listelli in vero legno, sono realizzati con estrema cura e presentano ampi ripostigli.

Il posto guida della Stelvio, che risulta già in partenza alto, usufruisce di poltrone sportive, ergonomiche e contenitive con tutte le regolazioni elettriche sia per il guidatore che per il passeggero.
La pelle che fodera gran parte degli interni è di ottima qualità con cuciture a vista.La plancia che ripropone un design molto simile a quello di Giulia, è arricchita da un sistema infotaiment annegato all’interno di un pannello antiriflesso nero, comandabile attraverso il rotore posto al centro del grande tunnel centrale e terminando in un poggia-braccio che cela un pozzetto di dimensioni generose; anche qui troviamo cuciture a vista e listelli in vero legno.
Il quadro strumenti di tipo analogico e digitale comprende un grande schermo che riporta numerose funzioni, commutabili anch’esse dal rotore o dai comandi sul volante.
Lo schermo di connettività propone un navigatore estremamente semplice nel suo utilizzo, ma purtroppo rispetto alla concorrenza risulta  fin troppo economico con una retrocamera inadeguata per la categoria della vettura, in più, i sistemi MirrorLink, Apple CarPlay e AndroidAuto sono disponibili solamente a richiesta. A favore di questo sistema troviamo l’eccellente illustrazione grafica dei parametri del propulsore e del DNA commutabile attraverso il piccolo rotore supplementare.
Se da una parte lo schermo andrebbe migliorato ed aggiornato, altri elementi in plancia sono straordinari, come il pulsante dell’accensione posto sulle razze del volante e le bellissime leve per il cambio poste sul piantone e realizzate in alluminio derivate dal pieno.

Il motore del modello che sto provando è il performante 2.2 litri da 210cv a partire da 3750 giri, che sviluppa una copia di 470Nm a 1750 giri che gli consentono di ottenere delle prestazioni eccellenti a partire dalla velocità di punta di 215km/h ed un’accelerazione da 0 a 100 in 6,6 secondi, praticamente da auto sportiva.

La Stelvio dispone del sistema DNA che agisce sui parametri di guida e selezionabile su tre modalità: dynamic che privilegia l’aspetto sportivo, natural per la guida di tutti i giorni e advanced che consente di tenere sott’occhio i consumi. Questo dispositivo, presente solo sulle auto del biscione, agisce sulla coppia del motore, sulla reattività dei freni grazie alla pre-fill, sulla elasticità del cambio, sul controllo dell’EAS e sulla SR di trazione.Alla guida la Stelvio non nasconde la sua grinta, che in alcuni momenti diventa rabbiosa, rimanendo sempre sicura e confortevole.
Lo sterzo, dotato di un efficacissimo servo elettrico è estremamente reattivo in qualsiasi parametro selezionato.
La maneggevolezza risulta tra le migliori; inoltre, le sospensioni, che adottano il sistema AlfaLink che comprende, nell’anteriore, un doppio quadrilatero e un MultiLink nel posteriore a quattro bracci e mezzo, consentono che le ruote aderiscano ottimamente al terreno evitando il sottosterzo.
La nostra Stelvio adotta, in più, le sospensioni adattive, che sono disponibili con sovraprezzo, ma restano una scelta consigliabile.
La trazione Q4, che, in condizioni normali, trasferisce al 100% la coppia sull’anteriore, ripartisce la trazione al 50 e 50 quando le condizioni dell’asfalto e del meteo lo esigono, offrendo un grip straordinario.
Uno degli aspetti più interessanti di questa vettura è l’albero di trasmissione realizzato in fibra di carbonio, un sistema estremamente raffinato che si va ad aggiungere alle altre numerose soluzioni adottate da Alfa per rendere la Stelvio una delle migliori Suv sul mercato.
Infine, l’aumento delle carreggiate rispetto alla Giulia, la rende un’auto ottima anche se ci si vuole divertire schiacciando l’acceleratore, ovviamente, nel rispetto dei limiti.
L’impianto frenante maggiorato, con pinze anteriori a 4 pistoncini, fa parte di un pacchetto optional che comprende anche i bellissimi cerchi da 20 pollici, anche in questo caso vale la pena aggiungere questo accessorio, non solo per rendere la Stelvio esteticamente più completa, ma anche per esaltarne la dinamica di guida.

Il cambio automatico con convertitore di coppia a 8 rapporti ZF, disponibile di serie su tutta la gamma, è forse uno degli aspetti migliori  di questa vettura, infatti, la velocità di cambiata è a dir poco sorprendente, utilizzando poi le leve al volante, la guida diventa davvero entusiasmante, da auto sportiva di razza.Parlando di consumi, il propulsore da 2,2 litri si è comportato molto bene, con 18,2 km per litro in tratto urbano, 22,7 km per litro nell’extraurbano ed una media di 20,8 km per litro nel misto.

Il prezzo del nostro allestimento Executive è di circa 55.100€, ma, chiaramente, i numerosi optional presenti nel nostro modello hanno fatto lievitare il costo, basti pensare che solo i cerchi in lega da 20 pollici costano 2.200€; ciò nonostante resta in linea con la migliore concorrenza.

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